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Venerdì, 31 Agosto 2007 13:59

Sicurezza urbana

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La definizione più accettabile di sicurezza è indubbiamente quella di assenza di rischio. Per analogia sicurezza urbana potrebbe definirsi la condizione di assenza di rischio nelle città o nei centri urbani. Definizioni tanto esaustive quanto irreali.

Dal punto di vista di chi è chiamato, dal ruolo che riveste e dal contesto sociale che vive, a dare un contributo sensibile alla costruzione della sicurezza urbana così come è diffusamente concepita, la questione si può tradurre diversamente: sicurezza urbana è una condizione di serenità e di tranquillità nella conduzione della vita di relazione tipica della vita sociale cittadina.
Può significare muoversi liberamente in tutti i luoghi della città senza alcun timore di incontri ansiogeni, permettere ai propri bambini o nipotini di giocare in un parco pubblico senza guinzagli verbali, godendo nel contempo di propri momenti di relax non rovinati da sospetti sulla qualità degli altri frequentatori del giardino.
Può significare anche abbassare le difese di fronte a ciò che, si è capito, è soltanto differenza di colore epidermico e di abitudine sociale (come il gusto di ritrovarsi tra connazionali nella piazza, abitudine quasi persa tra gli indigeni). Nella realtà i fattori di rischio sono spesso ben diversi da quelli che appartengono alla sfera della percezione, e purtroppo si riconoscono solo una volta entrati nell'esperienza personale, a volte lasciandovi il segno.

Gli operatori di polizia sono, o dovrebbero essere i più attrezzati, per esperienza e formazione, a individuare e quindi a contrastare i comportamenti di rischio concreto, ma non per questo possono ignorare, proprio per via del loro pubblico mandato, i fatti e le situazioni che, lungi dall'essere criminogeni, vengono comunque intesi dalla gente come pericolosi, proprio perchè diversi da quelli con i quali si è sempre convissuto.
A livello locale una parte importante è svolta dalla polizia della comunità, la polizia del Comune è quindi quella più vicina alle esigenze dei cittadini. La polizia locale deve  entrare con consapevolezza e competenza in questo nuovo ruolo, noto come polizia di prossimità, senza per questo dimenticare l'importanza strategica e funzionale  a cui può condurre un organizzato ed intelligente lavoro di raccolta delle informazioni. Conditio sine qua non è che il tutto non si fermi nelle capacità personali dell'agente ma venga recepito da una consapevole e condivisa nuova organizzazione del Corpo di polizia locale, in rete con gli altri servizi, siano essi locali o statali.
La Scuola Superiore della Sicurezza muove la propria attività formativa partendo da una esperienza professionale unica nel suo genere: la formazione dei Vigili di Quartiere e la sperimentazione sul campo delle metodologie di prossimità.
Dal successo di questo nuovo modo di essere polizia è nata l'esigenza, divenuta infine capacità , di riorganizzare funzionalmente i Comandi di Polizia Locale, aprendoli alle esigenze di trasparenza e di efficacia ancorchè di economicità, principi che, come vogliono la  Legge ed il pensiero comune, devono sempre ispirare l'operato della Pubblica Amministrazione.

Pertanto, la Scuola Superiore della Sicurezza è formazione dinamica e di eccellenza, ma è anche in grado di proporre proficuamente analisi e progetti di riorganizzazione di Corpi e Servizi di Polizia Locale.

[Continua a leggere l'intervento svolto per il comune di Corsico]

 

Corsico

Nell'autunno dell'anno 2002, il Sindaco del Comune di Corsico chiese al Comandante della Polizia Municipale, dott. Giuseppe Cordini, di valutare quale fosse la reale insicurezza dei cittadini della città e quale quella presunta creata da chiacchiere e leggende metropolitane, così da potere dare una risposta e predisporre adeguate misure.
Venne pertanto fatta una richiesta pubblica per presentare progetti mirati per stabilire il livello di sicurezza della città di Corsico e soluzioni per migliorare la qualità della vita dei cittadini in questo senso.
La nostra società presentò un progetto finalizzato alla sicurezza dei cittadini attraverso una attività permanente di ascolto, informazione, divulgazione e consulenza sui temi della sicurezza urbana.
Lo stesso venne elaborato tenendo conto che la soglia di percezione della sicurezza è determinata da diverse variabili dipendenti, per cui è indispensabile il coinvolgimento delle fasce più deboli e più esposte a rischi lesivi della sfera della sicurezza personale o del gruppo. Il progetto prevedeva una analisi delle problematiche attraverso una serie di interviste a campioni significativi della popolazione e una restituzione attraverso un processo partecipativo che poneva la Polizia Municipale e l'Istituzione Comunale come referente-fulcro di tutte le attività connesse alla sicurezza e alla qualità della vita.
Dal successo di questo progetto nacquero tutta una serie di risposte che l'Amministrazione fu in grado di dare ai cittadini attraverso l'erogazione di nuovi servizi appositamente creati, quali il Vigile di Quartiere, il Progetto Sicurezza Territoriale che vede coinvolti 14 comuni e la Provincia di Milano, il servizio di ricezione di denunce a domicilio per gli anziani ecc. ecc.
Riteniamo utile e interessante pubblicare nell'allegato file in formato pdf, quanto emerso dalle interviste ai cittadini, utilizzato poi come strumento di base per la costruzione di tutti i processi qualitativi sopra accennati.
Letto 10241 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Maggio 2009 09:24
Gianfranco Peletti

Ufficiale a.r. della Polizia Locale di Milano, con trentasette anni di esperienza nella Civica Amministrazione Milanese

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