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Mercoledì, 02 Aprile 2008 02:00

Sindrome da Burnout

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2 aprile 2008 - In occasione di un convegno sulla sicurezza per la Polizia locale, organizzato a Serravalle Scrivia dal S.U.L.P.M., ho avuto modo di ascoltare e di apprezzare una relazione fatta dal Prof Sergio Garbarino sulla sindrome da burnout, che mi ha fatto scattare il desiderio di interessarmene perché strettamente collegato alle attività di formazione.

 

 

Per spiegare in modo chiaro e semplice di che cosa si tratta basta rifarsi a quanto scritto in Wikipedia, l'enciclopedia libera pubblicata su Internet.

Molto sinteticamente potremmo dire che la sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è l'esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d'aiuto (helping profession), qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. 

Il burnout interessa educatori, medici di base, insegnanti, operatori di Polizia, vigili del fuoco, infermieri, psicologi, psichiatri, assistenti sociali, fisioterapisti, anestesisti, medici ospedalieri, studenti di medicina, guardie carcerarie, responsabili e addetti a servizi di prevenzione e protezione aziendali, operatori del volontariato, ecc. Queste figure sono caricate da una duplice fonte di stress: il loro stress personale e quello della persona aiutata. 
Ne consegue che, se non opportunamente trattati, questi soggetti cominciano a sviluppare un lento processo di "logoramento" o "decadenza" psicofisica dovuta alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato ("burnout" in inglese significa proprio "bruciarsi"). In tali condizioni può anche succedere che queste persone si facciano un carico eccessivo delle problematiche delle persone a cui badano, non riuscendo così più a discernere tra la propria vita e la loro. Caratteristici del burnout sono anche l'esaurimento emozionale, la depersonalizzazione, un atteggiamento spesso improntato al cinismo e un sentimento di ridotta auto-realizzazione. Il soggetto tende a sfuggire l'ambiente lavorativo assentandosi sempre più spesso e lavorando con entusiasmo ed interesse sempre minori, a provare frustrazione e insoddisfazione, nonché una ridotta empatia nei confronti delle persone delle quali dovrebbe occuparsi. L'abuso di alcol, di sostanze psicoattive ed il rischio di suicidio sono aumentati nei soggetti affetti da burnout. 
Per misurare il burnout ci sono diverse scale ma è da ricordare la scala di Maslach: un questionario di 22 items, ossia domande, atti a stabilire se nell'individuo sono attive dinamiche psicofisiche che rientrano nel burnout. A ogni domanda il soggetto interessato deve rispondere inserendo un valore da 0 a 6 per indicare intensità e frequenza con cui si verificano le sensazioni descritte nella domanda stessa.

La prevalenza della sindrome nelle varie professioni non è ancora stata chiaramente definita, ma sembra essere piuttosto elevata tra operatori sanitari quali medici e infermieri (ad esempio, secondo un recente studio olandese in Psychological Reports, non meno del 40% dei medici di base andrebbe incontro ad elevati livelli di burnout), insegnanti e poliziotti.

Per questi motivi abbiamo iniziato un'attività di ricerca in collaborazione con l'università e le istituzioni  e, a breve sul sito vi sarà una apposita area dedicata, con un forum che permetterà un'interazione con i partecipanti.

 Gianfranco Peletti

 

Letto 29214 volte Ultima modifica il Venerdì, 10 Aprile 2009 14:27
Gianfranco Peletti

Ufficiale a.r. della Polizia Locale di Milano, con trentasette anni di esperienza nella Civica Amministrazione Milanese

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