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Gianfranco Peletti

Gianfranco Peletti

Ufficiale a.r. della Polizia Locale di Milano, con trentasette anni di esperienza nella Civica Amministrazione Milanese

PO.LO 2009: CONGRESSO NAZIONALE POLIZIA LOCALE  che si terrà a Roma dal 15 al 18 aprile p.v.

Organizzato dall'Associazione Vigile Amico, con partecipazione gratuita sponsorizzata da Sicurezza e Ambiente, la manifestazione si svolgerà presso il Summit Conference Hotel, Via Stazione Aurelia 99.
Il Congresso si propone di diventare un appuntamento periodico dove affrontare con un taglio pratico e operativo, sorretto da autorevoli supporti tecnico-giuridici, le principali innovazioni legislative e giurisprudenziali che definiscono gli ambiti e le competenze affidate alla istituzionale competenza della polizia locale.
Il Congresso si articolerà in due sessioni di approfondimento scientifico inerenti la polizia giudiziaria e la polizia stradale ed una terza di confronto diretto con la cittadinanza sul tema specifico della “necessità ed utilità dei sistemi di protezione passivi durante la circolazione”.
La prima giornata sarà dedicata all’analisi dei riflessi operativi prodotti in materia di polizia giudiziaria dal recente pacchetto sicurezza e dalla conseguente normativa attuativa di dettaglio.
La seconda sarà concentrata sulla polizia stradale, argomento sempre in continua evoluzione normativa e giurisprudenziale dove la necessità di aggiornamento è sentita più che in altri settori di intervento.
I terzo ed ultimo giorno sarà dedicato, sempre in riferimento ai temi specifici della polizia stradale, ad un confronto con la cittadinanza finalizzato alla sensibilizzazione dell’utenza sulla necessità e sull’utilità dell’utilizzo dei sistemi di ritenuta e di protezione passiva.
Il corpo docente è rappresentato da dirigenti di importanti strutture operative nazionali o locali, funzionari di Ministero e Comandanti di Polizia Municipale, attivi da sempre nelle specifiche tematiche trattate, obbligati, per compiti istituzionali, a coniugare le conoscenze tecnico-giuridiche acquisite con la necessità di una loro proiezione praticooperativa.
L’obiettivo di PO.LO 2009 è quello di fornire a tutti i colleghi comunque impegnati nell’applicazione di normative di polizia locale un importante momento di confronto ed approfondimento.

Roma, 11 feb - ''Le novita' legislative, che assegnano ai Sindaci, nella loro veste di ufficiali di governo, nuovi poteri d'ordinanza in materia di ''sicurezza urbana', richiedono una ampia riflessione su possibili e auspicabili modifiche ai disegni di legge in materia di polizia locale''.

 

 

Si è concluso a Modena il primo Corso Formazione Formatori per Istruttori di Strumenti di Autodifesa del Corpo di Polizia municipale. Il Corso, della durata di quaranta ore, ha qualificato 12 operatori del corpo della Polizia municipale cittadina per potere effettuare corsi di mantenimento e aggiornamento a tutto il personale, per garantire la massima sicurezza agli stessi e ai cittadini.

 

La nostra società, prima in Italia, ha progettato e inaugurato un nuovo percorso formativo riguardante la sicurezza, questa volta per gli operatori sanitari.

Nel mese di novembre del 2008, il Ministero della Salute ha emanato una raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.  L’Ospedale Luigi Sacco di Milano, che oltre che Azienda Ospedaliera è anche Polo Universitario, ha raccolto l’invito e dopo avere fatto una ricerca di mercato ci ha selezionato per progettare insieme un percorso finalizzato ad aumentare la sicurezza degli operatori sanitari, in particolare della Psichiatria e del Pronto Soccorso che sono i reparti di “prima linea”.
Dopo un lavoro di studio e progettazione durato circa quattro mesi, condotto per l’Ospedale dalla Prof.ssa Carmen Mellado (figura di riferimento in ambito universitario e internazionale), dal Dott. Claudio T. Pagani e altri collaboratori con il nostro Direttore Cav. Gianfranco Peletti è nato il programma del corso che nell’anno  2008 vedrà coinvolti, suddivisi in classi, 20 medici, 20 infermieri professionali e 20 collaboratori sanitari per un totale di 40 ore di formazione (qualificata anche per i crediti E.C.M.).
All’inaugurazione della prima edizione del corso, moderati dal Dr.Claudio T.Pagani  Referente per la formazione DSM,  hanno partecipato:

• Il Direttore generale Dr. Luigi Corradini
• Il Direttore sanitario Dr. Callisto Bravi
• Il Direttore Amministrativo Dr. Michele Brait
• Il Direttore Medico di Presidio Dr.ssa Lucia Dolcetti
• Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Dr.ssa Carmen Mellado
• Il Direttore U.O. Medicina del Lavoro Dr. Paolo Carrer
• Il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Dr. Franco Mariani
• Il nostro Direttore, Cav .Gianfranco Peletti
• Dr.Massimiliano Percio – Istruttore - Tecnico Esperto della Relazione
• Dr.Roberto Colombo - Istruttore – Polizia Locale Provincia di Milano
• Dr. Davide Perego – Criminologo

Durante il percorso di formazione, l’impianto che è attivo e di tipo aperto, prevede momenti di verifica e interazione da parte dei partecipanti. Il corso si concluderà con una prova pratica finale e la compilazione dei modelli di customer satisfaction, da cui sarà possibile estrapolare il raggiungimento degli obiettivi prefissati e il gradimento dei partecipanti, cosi’ da potere calibrare e tarare al meglio le successive edizioni.

Cliccare qui per ulteriori informazioni sul corso

Nell'ultimo quinquennio è apparso un fenomeno abbastanza interessante, perché a seguito delle nuove leggi e regolamenti regionali, in cui si parla di strumenti di autotutela e di autodifesa, sono arrivati sul mercato della formazione tutta una serie di aziende e di fenomeni con competenze particolari proprio per la Polizia Locale.

4 febbraio 2008 - Presso la Sala di Giunta del Comune di Como è stata organizzata una conferenza stampa per la presentazione di un progetto riguardante un corso di aggiornamento sulle Tecniche Operative di Polizia per la Polizia Locale

Advanced Security Academy S.r.l. (A.S.A. acronimo) è una società nata nell'anno 1998 che dal 2000 si è specializzata nel campo della formazione per la Polizia Locale e gli Istituti di Vigilanza, arrivando nel 2004 ad essere certificata in base alla norma UNI EN ISO 9001: 2000, dal 2010 aggiornata UNI EN ISO 9001 : 2008 e dal 2017 aggiornata UNI EN ISO 9001 : 20015, con un Sistema di Gestione Qualità per "Progettazione ed erogazione di attività formative per gli Operatori della sicurezza pubblica e privata" ed è  accreditata al Sistema di Intermediazione Telematica SINTEL.  Dal mese di febbraio 2017 la Società ha ottenuto anche l'assegnazione del Codice  NATO  - NCAGE AP : 914

 

 

La Scuola Superiore della Sicurezza è il frutto di una esperienza quarantennale maturata da Operatori delle Forze di Polizia Locale, in Italia e all'estero, nel campo della sicurezza operativa.  

Gianfranco Peletti

 

Fondatore della Società e Presidente è il Cavalier Gianfranco Peletti, Ufficiale a.r. della Polizia Locale di Milano, con quarant’anni di esperienza nella Civica Amministrazione Milanese. L'idea di creare una formazione con taglio operativo nasce dalla conoscenza diretta dei problemi ed ha come scopo quello di formare e preparare gli Operatori per gestire situazioni conflittuali e a rischio con la consapevolezza e la professionalità che solo il personale addestrato è in grado di esprimere.

                   

La A.S.A. ha collaborato come partner dell’I.Re.F. (Scuola Regionale della Lombardia) dal 2000 al 2010 e con la Fabbrica d'armi Beretta dal 2004 al 2006, diventando un eccellenza nazionale nel campo della Sicurezza Operativa per le Polizie locali. Dal 2015 ha una partnership con la AMITY UNIVERSITY  di DUBAI, confermata fino al 6 maggio 2020, per cui eroga un Corso di Alta Specializzazione (tenuto interamente in lingua inglese) su Crime Scene Investigation; A oggi si sono tenute cinque edizioni a cui hanno partecipato 56 studenti provenienti da Dubai. Attualmente la Società ha acquistato due S.A.P.R., un esacottero specializzato per la categoria L (peso sopra ai 4000 grammi) e uno Yuneec Typhoon 4K versione Police (categoria VL, con un peso inferiore ai 2000 grammi), con cui sta conducendo un’attività di sperimentazione con il Comando della Polizia locale di Milano e di altri comuni, finalizzata al controllo del territorio e attività di Polizia Giudiziaria e aspetta l'Audit da parte di ENAC per diventare Centro Addestramento ENAC autorizzato alla formazione dei piloti di S.A.P.R.. 

 

Il logo è il frutto di un progetto grafico studiato per trasmettere un chiaro messaggio attraverso la simbologia dei segni, inserito in un testo di facile e chiara comprensione che richiama il tutto al gruppo di appartenenza.

Logo Scuola Superiore Sicurezza
 

 

Lo scudo, con i suoi contenuti rappresenta il nostro blasone e la simbologia riguarda l'Autorità, lo studio e la legge e la collocazione geografica della scuola.
Il colore rosso scuro (o sanguigna) è ispirato alla moda del sedicesimo secolo, quando Milano e la sua cultura vissero una delle massime espressioni che influenzarono la storia e ne cambiarono il corso.

Quando l'Amedeo Galetti oggi la racconta agli amici, la storia è perfino divertente ma quando accadde, a metà degli anni '70, per la verità il protagonista, lo stesso Galetti, non la prese tanto bene.

Andò cosi.

Alle sette di un mattino di aprile, il servizio dei due vigili in Piazzale Dateo, vicino al brefotrofio di Milano, si presentava come il solito turno che da due settimane ormai impegnava la polizia municipale: sostituzione con viabilità manuale del semaforo che si guastava ogni due per tre.
Mentre il vigile Bortolon al centro dell'incrocio attendeva con diligenza alla regolazione del traffico a quell'ora ancora piuttosto rado, il Galetti aveva preso posto sul parterre che separa le due carreggiate di Corso Indipendenza, in attesa della mezz'ora che mancava per il cambio da dare al collega.
Stava giusto facendo due calcoli a mente su quanto avrebbe portato a casa con gli straordinari quel mese, ragionamento che lo impegnava almeno due volte al giorno, quando si accorse che una fiat millecento, proveniente dalla periferia, stava tranquillamente attraversando l'incrocio incurante del segnale di stop del vigile, in quel momento girato di spalle.
Il Galetti non dormiva e infilatosi in bocca il fischietto sparò un trillo del tipo paralizzante (un tempo i vigili conoscevano l'uso di questo strumento, ormai caduto nell'oblìo) in direzione dell'auto.
Le cose accaddero più velocemente di quanto ci si metta a descriverle: l'auto accostò a sinistra, proprio di fronte al Galetti che, salutando il conducente con la mano alla visiera (altra cosa non più di moda) gli chiese, mentre si toglieva i guanti, cortese ma fermo: - La patente e la carta di circolazione, prego -
Al che il malcapitato automobilista, senza osare alcuna giustificazione, si chinò verso lo sportello del cruscotto alla ricerca del tutto.
Fu in questo frangente che accadde l'incredibile: il Galetti, che già da qualche minuto stazionava in quel preciso luogo proprio sopra il chiusino del tombino, giusto per non sporcarsi le scarpe tra le foglie che coprivano il terreno intorno, si senti improvvisamente mancare la terra sotto i piedi e precipitò, senza avere il tempo di dire bé, nel tombino, fermandosi trattenuto per le ascelle.
L'automobilista, che nel frattempo aveva recuperato i documenti, si girò e non vide più nessuno: ma come, era qui un momento fa.. e aprì lo sportello per scendere.
Il Galetti, in apnea per lo spavento e per lo stupore e poi ancora per l'mbarazzo, se ne stava silenzioso quando si trovò una sportellata in faccia.
Il colore del volto, paonazzo e stava per esplodere, quando lo raggiunse al viso una seconda sportellata, più decisa della precedente.
Il tutto mentre l'inconsapevole conducente si lamentava e allora..... perchè diavolo non ti apri.. maledetta porta -
Un urlo liberatorio salì dalla profondità, o quasi insomma, delle fogne milanesi e tutto ritrovò un senso.
Ci volle tutta l'energia del vigile Bortolon e dell'automobilista per togliere il Galetti dall'incomoda posizione sfilandolo dal tombino, il Galetti che giusto il tempo di tirare il fiato, recuperò l'aplomb che lo distingueva e, rivolto al conducente del millecento, mise mano al blocchetto: - comunque c'è da pagare la contravvenzione.
- Guardi,- rispose il conducente che a stento si tratteneva  questa qui gliela pago volentieri perché, non si offenda né, ma l'è stada una robba propri de rid, roba de pisas adoss... (una cosa da scompisciarsi per le risate) -
Da lontano, mentre si allontanava con la sua auto, lo si vedeva ancora che scuoteva il capo.

Giuseppe Cordini

Mi accoglie un carabiniere - "Venga, il piemme la sta aspettando" "Buongiorno dottore" mi saluta la giovane magistrato "Veda se potete fare qualcosa con il signore giù nell'atrio; è qui da due giorni e ci sta creando non pochi problemi. Reclama del denaro che gli è stato sequestrato per una rapina che ha subìto e non vuole intendere ragioni. "Mi rivolgo ad uno dei carabinieri -  ma infine dov'è¨ quest'uomo ? E' in bagno. Ha pisciato sui piedi del collega e l'abbiamo sistemato in bagno. Ci sono già dentro i suoi vigili La porta dei servizi si spalanca e appare il Giorgio che, paonazzo in volto sorregge, abbracciandolo dalle spalle, un povero essere senza le gambe, sporco  e puzzolente come un caprone, forse di più.
- "Tiragli su i pantaloncini. Svelto che mi sta scivolando." - Ordina il ghisa a Stefano che, più imbarazzato del collega, sta infilandosi un paio di guanti madonnando con gli occhi. Con una delicatezza insolita il Giorgio adagia  l'uomo su un  rottame di carrozzina, lercia ed arrugginita, con lo schienale tenuto in posizione da un'asticella di legno e dello spago. Il sostituto procuratore è pronto dietro il suo scranno . -"fatelo accomodare".
E' una parola. Per un centimetro le ruote del presidio sanitario non passano dalla porta, ma per il Giorgio un centimetro di stipite in legno non è fondamentale per il funzionamento della Giustizia. Con una vigorosa spinta carrozzina e passeggero vengono ammessi allo presenza del  magistrato. Mohammed parte e racconta, infarcendola di oscure maledizioni in lingua madre, la storia della sua vita. Una vicenda di spie, collaborazioni estorte dai servizi segreti italiani e mai pagate, sino a quella tremenda spinta giù dal treno costata entrambe le gambe di Mohammed,; una vicenda che potrebbe essere stata rielaborata ed arricchita da una personalità turbata. Mohammed sente che per lui non ce n'è. Non c'è¨ la competenza. Deve andare in Tribunale dove gli renderanno i quattrini. Giorgio gira la carrozzina, grazie buongiorno e arrivederci: un altro colpetto allo stipite e via. Siamo in strada, diretti al tribunale. E' li che Stefano comincia a chiedersi - per la verità non ha ancora smesso anche se da allora sono passati mesi - come diavolo siamo entrati noi, tre vigili urbani, in  questo accidenti di storia.  
Al palazzo di giustizia scopriamo come l'umana pietà o forse il tremendo olezzo che ci annuncia, ci facilitino nelle precedenze agli ascensori e come tutti, per l'amor del cielo, si scansino rispettosi. Veloce la risposta dell'impiegato competente -"Hai fatto male a non recarti al commissariato  quando ti hanno chiamato. Il denaro sarà qui martedì". Punto. E un'occhiata a noi come a dire: portatevi via il vostro (vostro ?) mutilato e sgomberatemi l'ufficio.  Rieccoci  con il Mohammed che smoccola ad alta voce e gli altri che lo fanno in modo più urbano, diretti in Piazza Beccaria.
Nel frattempo scarico il telefonino  ma neppure da Fratel Ettore lo vogliono più vedere, neanche dipinto. Vigliaccamente penso che forse Mohammed ha bisogno di una visitina medica in ospedale, magari con un buon bagno e un letto pulito per un paio di notti, ma lui non ci sta e non appena scorge l'autolettiga che ho chiamato, si lancia giù dalla sedia a rotelle, cade sui moncherini lanciando un urlo straziante. Non finge, non può fingere, lo sentiamo anche noi il suo dolore.
E' sempre il Giorgio che ha la soluzione: - "Totale, Mohammed, se po savè in doe l'è che te voeret andà  (Dove vuoi che ti portiamo infine) ? -" in Piazza Duomo" - Logico no ? Il posto dove maggiore è il numero di sbandati, svitati, clochard nostrani ed esteri, il luogo dove da sempre l'umanità più sola si cerca e si ritrova, dove tutti gli incontri sono possibili, il centro dell'imbuto insomma. -"Giusto"e si riparte alla ricerca di uno di quegli amici che Mohammed giura di avere a dozzine.
Cosa possiamo scrivere nel rapporto, che lo abbiamo piantato sotto  un lampione ? In effetti sto considerando la bontà della cosa quando un gentile e  altruista signore extracomunitario (che brutta parola) capisce la situazione, si lascia identificare e si porta via il nostro.
Sono passati due mesi. Poco fa ho visto Mohammed in Piazza Duomo, mentre si spingeva disinvolto sulla sua carrozzina. Mi ha guardato per un lungo istante: non ci siamo riconosciuti.

Giuseppe Cordini

Quando il 29, inteso come tram, apparve in fondo al viale, il vigile Galetti tirò un sospiro. La giornata era stata particolarmente calda e finalmente, terminato il servizio, poteva avviarsi verso casa. Appeso alla maniglia in cuoio del corrimano Galetti si era già perso nel pensiero della doccia che l'aspettava; poi davanti alla tv - rigorosamente in mutande - per la partita della nazionale. 
La moglie era al mare coi bimbi e anche lui poteva finalmente tirare un po' il fiato senza battagliare per il telecomando. Se ne stava così sulle sue, il Galetti, guardando con la coda dell'occhio i pochi passeggeri, quando iniziò a sentirsi un poco a disagio: non era solo l'anziana signora con gli occhiali che lo guardava meravigliata, ma anche lo straniero sedutole accanto stava assumendo un atteggiamento quasi estatico. La bocca semiaperta e gli occhi spalancati, l'uomo di colore cominciava a impensierirlo. Poteva mai essere un attacco mistico collettivo? Anche la giovane alla sua sinistra lo guardava stupita mettendolo a disagio: insomma, che diavolo stava succedendo?
Fu la vecchia a rompere il silenzio balbettando: - Si è fatto male?
- no, perché ? - rispose sospettoso il Galetti - e la faccenda continuava a impensierirlo.
- e allora perché ? - continuava la donna indicandosi la tempia.
Cosa vuole questa qui, pensò il vigile, mi sta forse dando del matto? O forse è lei suonata…però anche gli altri.e così si passò le dita sulle tempie, ritraendole bagnate di sudore e di sangue.
Per qualche momento stette immobile a rimirarsi la mano lorda di sangue, poi finalmente capì ed allora tutto il faccione del Galetti si imporporò, questa volta per l'imbarazzo.
Si tolse il casco, il buon vigile, e prima che qualcuno dei passeggeri svenisse tolse repentinamente da sopra la testa l'involto sanguinante avvolgendolo in un fazzoletto poi, approfittando di una fermata del tram, scese allontanandosi a passo veloce.
Forse quella di passare dal macellaio a fine servizio e di mettere il pacchetto con la bistecca sotto il casco non era stata una brillantissima idea, pensava il Galetti, d'altra parte un vigile col pacchetto in mano non sta certamente bene..

Giuseppe Cordini

n.d.r.  Il fatto è vero, il cognome del vigile è fittizio perchè è molto conosciuto.

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